SEMPRE PIU' DISGUSTOSO

Domenica ventisette ottobre – proprio mentre le urne sono aperte in Liguria per il rinnovo del Consiglio regionale – Rai Tre decide di mandare in onda, all’interno della sempre interessantissima trasmissione Report, condotta dal bravo Sigfrido Ranucci, un servizio dal titolo “Liguria nostra”: qui sotto il lancio del prodotto confezionato da Luca Chianca con la collaborazione di Alessia Marzi.

«A maggio scorso Giovanni Toti è stato arrestato per corruzione e finanziamento illecito.
Con Toti finiscono in manette anche l’ex presidente dell’autorità portuale Emilio Signorini e uno dei più importanti terminalisti del porto, Aldo Spinelli, che in cambio di soldi al comitato elettorale di Toti ha ottenuto, secondo la procura, il rinnovo di alcune concessioni. Un terremoto giudiziario che ha portato la Regione Liguria a nuove elezioni».

Ed ancora: «per capire i nuovi equilibri politici e i nuovi candidati, Report è ripartita dalle ultime regionali del 2020, ripercorrendo, attraverso interviste esclusive ai protagonisti sui rapporti tra la criminalità organizzata e il partito di Toti. A sinistra invece, si deve fare i conti con i rapporti che alcuni esponenti hanno con alcune società del Porto di Genova guidate dall’imprenditore Mauro Vianello indagato anche lui nell’inchiesta su Toti, con l’accusa di aver corrotto l’ex presidente dell’Autorità Portuale Signorini».

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La destra radicale si inalbera, gridando allo scandalo; qualcuno, il senatore fascista – prestato momentaneamente alla cricca forzitaliota – Maurizio Gasparri, si spinge persino a definire questa operazione «illegale», dimostrando ancora una volta cosa intende certa gentaglia per libertà di stampa: la stessa è perfetta soltanto se attacca il proprio nemico, ma non deve assolutamente toccare quegli amici che hanno trafficato per ottenere illegalmente voti.

Ci chiediamo se davvero sia illegale mandare in onda quel genere di materiale, che comunque concerne le vicende di tutti e due gli schieramenti che presumibilmente, all’esito delle urne, risulteranno i più rappresentati all’interno dell’Assemblea elettiva: secondo il parlamentare missino sopra citato, sarebbe illegale una cosa del genere mentre invece non lo disturba affatto la possibilità di fare propaganda elettorale anche ad urne aperte, purché si stazioni ad oltre duecento metri dai seggi.

 

Bosio (Al), 27 ottobre 2024

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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